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Teatro: IL NEMICO

  • 12 Maggio 2019 |

Domenica 12 MAGGIO 2019 ore 17:30

 IL NEMICO 

liberamente ispirato all'album “L'Énnemi” di Davide Cali e Serge Bloch,
pubblicato da Éditions Sarbacane

adattamento e regia Marco Di Costanzo
con Erik Haglund
canto Lucia Sargenti
scene, luci, video-animazioni Beatrice Ficalbi
suono Andrea Pistolesi
produzione Teatro dell'Elce
in collaborazione con Teatro Solare Di Fiesole | SPAM! rete per le arti contemporanee
con il sostegno di Regione Toscana, Fondazione CR Firenze

Biglietti in vendita anche tramite il circuito BOXOFFICE-Toscana
e online su TicketOne (clicca qui)

 

Un soldato è sepolto da anni nella sua trincea, nel suo buco, pronto a combattere il nemico che si trova nel buco di fronte. I giorni passano nell'attesa di questo scontro. Il soldato sa, perché glielo hanno insegnato, che il nemico è terribile, assetato di sangue, privo di qualsiasi umanità. Ma passano i giorni e il nemico non si vede mai. L'album illustrato di Calì-Bloch ci ha ispirato una trasposizione in chiave contemporanea e esistenziale: che speranza ha "l'uomo nel buco" di costruire una società accogliente e aperta? Come potrà sfuggire alla solitudine esistenziale chi si sente minacciato dal mondo che lo circonda, colui che ha paura?

La sorpresa di ciò che accade, la magia, arriva tutta dall’interazione tra Erik Haglund, lo spazio e le video-animazioni, i tre ‘personaggi’ dello spettacolo, accompagnati dalla voce (anche narrante) di Lucia Sargenti che compone e campiona suoni dalla sua plancia musicale e conduce la vicenda come fa il vento con le nuvole. [...] Come può quest’uomo costruire una società accogliente e aperta? Su una questione così attuale Il nemico avanza una proposta inattuale: raccontando la vita per imparare a viverla. Abbiamo tutto quello che ci occorre, ma non riusciamo a gioirne, perché la realtà che conosciamo si è ridotta a un’immaginazione della nostra testa. Sfuggire alla paura della propria ombra si può facendo del mondo intero il destinatario fantastico del nostro messaggio in bottiglia o aeroplanino di carta. Avere fiducia che qualcuno risponda è il primo passo sulla scala che ci porterà fuori dal buco.” Matteo Brighenti, paneacquaculture.net, 14 dicembre 2015

Note di regia
Il principale spunto di interesse nell'album di Calì-Bloch è stato per me l'immagine dell'uomo nel buco. Mi è apparso subito con chiarezza il potenziale metaforico di questa icona e ho trovato molto stimolante la disposizione nitida del materiale narrativo: due buchi, due soldati, uno di fronte all'altro, uno contro l'altro. Senza che si siano mai visti. Mi ha affascinato la stratificazione di temi che sottende questa “geometria”: senz'altro c'è la guerra, il conflitto, il riconoscersi nell'altro. Ma questi elementi, evidenti alla prima lettura, non sono gli unici.
Un uomo immerso nel suo buco, dunque, la sua trincea. Uno spazio piccolo, claustrofobico, da difendere con le unghie e coi denti: “È il mio buco, che diamine!”. Durante il lavoro ci siamo chiesti spesso in quanti buchi tendiamo a rinchiuderci, nella vita, malgrado essi siano angusti e logori. Buchi culturali, buchi esistenziali, buchi relazionali. Ne è nato uno spettacolo che è un inno a quello slancio salvifico che, nei momenti di grazia, ci spinge a tirarcene fuori. (
Marco Di Costanzo)
L'allestimento
La solitudine del soldato è il punto di partenza per la trasposizione scenica dell'opera di Calì-Bloch che abbiamo scelto. Una solitudine prolungata porta a vivere nella propria testa, a far prevalere l'immaginazione sul mondo sensibile. Questa interiorità l'abbiamo esplosa in una molteplicità di linguaggi: la presenza dell'attore Erik Haglund, essenzialmente corporea e non-verbale per tutta la durata dello spettacolo; il canto live di Lucia Sargenti che, con voce sola o sdoppiata dalle trame di una loop-station, crea le atmosfere sonore; le video-animazioni di Beatrice Ficalbi che interagiscono con l'azione e amplificano gli stati emotivi.
Fruibilità da 10 a 100 anni
Lo spettacolo, a differenza dell'album da cui è tratto, non è stato ideato per un pubblico di ragazzi. Non è indirizzato a una fascia d'età particolare. Tuttavia, sulla base dell'esperienza delle repliche presentate in matinée fino ad oggi, abbiamo verificato che la fruizione è estremamente attenta e partecipe a partire dai bambini del quarto anno della scuola primaria fino ai ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori. I temi trattati dallo spettacolo (il conflitto, l'altro da sé, la paura, ecc.) lo rendono facilmente iscrivibile all'interno delle attività scolastiche del ramo umanistico.
Il Teatro dell'Elce
Il Teatro dell'Elce nasce a Firenze nel 2006 su iniziativa del regista Marco Di Costanzo, dell'attore Stefano Parigi e del sound designer Andrea Pistolesi. Insignite di vari riconoscimenti, le produzioni del Teatro dell'Elce sono distribuite su tutto il territorio nazionale e la compagnia è stata rappresentante dell'Italia al Festival International du Théâtre d'Alger 2010 e al Festival Internacional de Teatro por la Paz 2011 e 2012 a Barrancabermeja (Colombia).
L'attività del Teatro dell'Elce coniuga una continua ricerca formale con la volontà di rivolgersi a un pubblico il più possibile vasto e differenziato, al fine di produrre un teatro popolare di qualità.

Biglietti:  Intero:  €10 / ridotto €8
Riduzioni:  under 26, over 65, soci BCC-Cascia, soci EXCELSIOR
Prevendite:  Presso il teatro:
 - Ven dalle 18:00 alle 19:30
 - Sab dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 21:00 alle 23:00
 - Dom dalle 17:00 alle 19:30 e dalle 21:00 alle 23:00

 In vendita anche tramite il circuito  BOXOFFICE-Toscana e online su TicketOne (clicca qui)
Informazioni
e contatti:
 mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 telef.: 055 / 869190 (durante orario prevendite)
Ultima modifica il Venerdì, 03 Maggio 2019 06:13
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